Tour organizzato: sì o no?

Pro e contro di un viaggio acquistato in agenzia
 
Tour organizzato: conviene? Era da un po’ che volevo scrivere questo post. La premessa – non si sa mai – è doverosa: non abbiamo un’agenzia di viaggi, non lavoriamo per un’agenzia di viaggi, non siamo sponsorizzati da un’agenzia di viaggi (e abbiamo sempre pagato per intero tutte le nostre vacanze).

Dunque quello che troverete in questo articolo è frutto di una nostra personalissima valutazione e delle nostre esperienze personali. Saremo sinceri: come dice il titolo proveremo a soppesare pro e contro, in modo da capire se hanno ragione gli scettici a dire che ormai non ha nessun senso rivolgersi a un’agenzia di viaggi o se invece il fatto che ce ne siano ancora tante significa che alla fine offrono un buon servizio.

Il nostro viaggio di nozze era un tour organizzato. E lo rifaremmo. Con il senno di poi non faremmo alcune cose in quel viaggio, ma questa è un’altra faccenda. Ed è anche il motivo per cui pensiamo che possa avere senso parlarne.

False credenze?

Partiamo con un mito da sfatare. Non è affatto vero (o non è necessariamente vero) che prenotare in agenzia comporterà costi più alti rispetto a un viaggio completamente fai-da-te. Se riscontrate ricarichi su alberghi e voli probabilmente dovete cambiare agenzia. Dalla nostra esperienza (non solo di viaggi fatti, ma anche di preventivi in vista dei viaggi futuri) le offerte delle agenzie in termini di volo a lunga percorrenza e alloggio sono tendenzialmente abbastanza vantaggiose. Più vantaggiose (o alla pari) di Booking, per intenderci, e mai peggiori di Skyscanner. È vero che all’agenzia si paga una commissione e che i tour organizzati richiedono una quota di iscrizione per persona, ma anche sommando questi costi difficilmente andrete a spendere di più, con la differenza che se prenotate in agenzia qualcuno si sarà occupato di provvedere all’organizzazione del vostro viaggio (dai biglietti aerei ai visti, dagli alberghi alle polizze assicurative). A nostro parere si tratta di un bel vantaggio.

Io amo organizzare e costruire i viaggi da zero (pensate al bus tour della Germania) e difficilmente potrei ricorrere a un’agenzia per un viaggio in Europa, dove posso programmare un itinerario senza difficoltà e prenotare un volo low cost anche all’ultimo minuto senza preoccuparmi troppo (anche se non escludo che si possano trovare delle ottime offerte anche in questi casi). Ma quando si tratta di viaggi lunghi, come il nostro viaggio negli Stati Uniti, ma un po’ “tirati” per quanto riguarda il tempo probabilmente un tour organizzato può essere una buona soluzione sotto diversi punti di vista.

Non dover pensare ai documenti di viaggio e alle polizze assicurative è un altro vantaggio. Non tutti i Paesi extra-Schengen richiedono un vero e proprio visto, ma quando è necessario procurarselo autonomamente è una seccatura. Niente di irrisolvibile, questo è chiaro. Ma comunque un piccolo impiccio al quale a me fa comodo non dover pensare. Idem per quanto concerne l’assicurazione sanitaria (in alcuni casi è obbligatorio sottoscriverla, ma noi consigliamo sempre di farla per viaggiare sereni).

Se prenotate con un’agenzia potete inoltre sottoscrivere, a un prezzo non eccessivo, delle polizze assicurative contro l’annullamento del viaggio. Se si organizza un viaggio per conto proprio bisogna mettere in conto anche questo. Un biglietto aereo rimborsabile è soggetto talvolta a costi aggiuntivi o particolari restrizioni e per quanto riguarda l’alloggio, se non volete rischiare di pagare per un soggiorno non fruito dovrete comunque mettere in conto qualche tutela aggiuntiva – personalmente quando prenoto autonomamente anche per una sola notte scelgo sempre la soluzione con cancellazione gratuita (che ha comunque sempre un costo maggiore, anche se mai eccessivo, e che non sempre è garantita fino alla data di prenotazione).

Che tipo di viaggio stai organizzando?

Molto dipende ovviamente dalla destinazione che scegliete. È chiaro che se intendete visitare una sola città (ad esempio New York) probabilmente – soprattutto in alcuni periodi dell’anno e prenotando con il giusto anticipo – risparmierete nel fare tutto da soli (e in un caso del genere è chiaro che scomodarsi per il visto diventa un onere accettabile); se invece prevedete un viaggio a tappe un tour potrebbe rivelarsi più conveniente.

Nel caso del nostro viaggio nella West Coast, ad esempio, quasi tutte le escursioni e i biglietti di ingresso ai parchi erano comprese nel costo del pacchetto. Il tour operator guadagna dai grandi numeri e voi risparmiate un poco o male che vada tornate in pari rispetto all’acquisto di un’escursione in loco o al singolo biglietto d’accesso a un sito (senza però aver fatto fila per acquistarli).

Se ancora non siete del tutto persuasi provate a prendere carta, penna e calcolatrice e fate qualche conto!

Personalmente credo poco a chi racconta di viaggi stratosferici sostenendo di non aver speso niente (a meno che non si tratti di professionisti pagati per viaggiare). È chiaro che i costi di un viaggio identico possono variare di molto per un sacco di motivi (il primo per noi è che prendiamo sempre almeno un aereo in più degli altri), ma un’unica cosa è certa: quando si viaggia si spende. Sempre.

Dunque, chiuso il capitolo costi, bisogna tener conto di altri aspetti. Che tipo di viaggio desidero? è la domanda a cui ognuno di noi dovrebbe rispondere sinceramente prima di fare qualsiasi scelta. Qua ovviamente nessuno, se non l’interessato, può avere voce in capitolo. Ma c’è una cosa che a me lascia sempre un po’ perplessa: il pregiudizio che una vacanza organizzata non sia autentica (così come che alcune attrazioni per turisti siano, in quanto turistiche, ridicole in sé o da evitare come la peste).

Un viaggio “vero”, cioè?

Quando si viaggia si scopre qualcosa di un posto nuovo. Qualcosa che è però sempre mediato da noi, dalla nostra sensibilità, ricettività, curiosità e via dicendo. Non esiste la ricetta per fare “un viaggio vero”. E pensare di attribuire etichette del genere alle esperienze non ha molto senso. Certamente quando si opta per un tour organizzato si deve mettere in conto che non saremo noi a scegliere dove fare le soste intermedie (quelle per andare in bagno, sgranchirsi le gambe e mangiucchiare qualcosa).

Mentre avanzavamo per il deserto del Mojave, ad esempio, ci siamo fermati in un piccolo paesino (di quelli americani doc, nati intorno a un distributore di benzina e a una manciata di ristoranti e negozi che sembrano terribilmente finti) per pranzare. Il bus ha accostato in una piccola piazza e avevamo un’ora di tempo per mangiare. Le opzioni erano rappresentate da un fast-food e un ristorante self-service. Lì per lì la cosa mi aveva un po’ irritata: “Ci portano a mangiare dove vogliono loro” avevo pensato. Ma un secondo dopo sono tornata in me e mi sono detta: ma perché, dopo chilometri e chilometri di niente dove diavolo mai ci saremmo fermati per pranzo? Magari non qua. Probabilmente un po’ prima, stremati dalla guida. O un po’ dopo, chi lo sa. Ma davvero la fermata a un ristorante sulla strada, scelto assolutamente per caso quando arriva l’ora di pranzo e dopo chilometri e chilometri di giuda è più “autentica” di una fermata stabilita da un tour di gruppo? Quanto tempo sprechiamo nel capire dove andare, cosa fare, dove parcheggiare quando prendiamo una macchina a noleggio? Quanto siamo liberi di decidere quello che facciamo quando giriamo con una guida e Google Maps rispetto a quando ci dicono direttamente (senza interpellarci, questo è chiaro) dove sarà la sosta successiva?

Compromessi

Ci è capitato di desiderare soste più lunghe come più brevi, ma questo fa parte della necessaria flessibilità che una vacanza condivisa richiede. Tour di gruppo peraltro non implica necessariamente grandi numeri: si può partecipare a un tour organizzato anche in due se si è fortunati.

I contro maggiori di un viaggio organizzato risiedono proprio nel fatto che non avrete grande possibilità di scelta e dovrete adattarvi a ritmi e orari che non sono stabiliti da voi. La nostra impressione, inoltre, è che in alcuni casi ci sia stata troppa “fretta”, ma questo era probabilmente dovuto alla tabella di marcia molto serrata (nel caso degli Stati Uniti).

Un altro contro è dato dal fatto che acquistando un pacchetto non sempre potrete cambiare le strutture dove dormire. In alcuni casi si possono fare delle modifiche, ma quasi sempre gli alberghi sono scelti dal tour operator e non sono mai certi prima che si arrivi davanti alla porta d’ingresso: in qualsiasi momento possono essere sostituiti da strutture “simili”. In alcuni casi, soprattutto nelle grandi città, se non si opta per tour davvero cari si rischia di alloggiare non esattamente in centro, cosa che complica un po’ gli spostamenti autonomi durante le ore libere. Ma si tratta di elementi che possono incidere molto o poco a seconda del tour specifico o della destinazione che si sceglie.

La maggior parte delle escursioni che abbiamo acquistato valevano il “costo del biglietto” (anche se molte erano incluse). Un po’ meno soddisfacenti sono le cene di gruppo che possono essere proposte nel corso del viaggio: noi siamo andati solo una volta e, per quelli che sono i nostri gusti, non si tratta di un’esperienza da ripetere. I costi sono abbastanza alti e si perde l’occasione di godere della città in piena libertà.

Pro

1. Non dovete pensare a niente

Dovrete solo fare la valigia, per il resto tutto sarà già predisposto secondo il programma concordato

2. Prezzi mediamente competitivi

Con le dovute eccezioni, molto spesso un tour non è meno conveniente di un viaggio fai-da-te

3. Tempo risparmiato

Non dovrete fare code alle biglietterie, non dovrete ricontrollare l’itinerario, non dovrete riposare dopo aver guidato e potrete approfittare dei momenti morti per un pisolino in bus

Contro

1. Non sarete quasi mai soli

I viaggi di gruppo prevedono quasi sempre un minimo di due partecipanti. Ma di norma sono un po’ di più. Se siete in cerca di nuovi amici può essere un pro. In linea di massima a nostro parere è un contro

2. Non potrete dettare tempi

o decidere all’ultimo momento cosa fare. Dovrete essere flessibili e adattarvi alla tabella di marcia stabilita

3. Farete ogni tanto qualcosa che non vi va al 100%

Vi fermerete a mangiare in un posto che non vi soddisfa, farete una sosta che non gradite e simili. Insomma, ogni tanto dovrete accettare qualche piccolo compromesso.

Ultimi post

Lasciati ispirare, dai un’occhiata ai nostri aggiornamenti

Venezia

Il nostro itinerario per cinque giorni prevede le visite ai siti più “famosi”, ma anche qualche suggerimento in più (compresi quelli su dove mangiare senza spendere una fortuna)

Cinque giorni a Venezia

Scopri i dettagli della nostra vacanza veneziana alla scoperta di una delle città più belle del mondo. Venezia è un gioiello, ma ci sono davvero delle cose che non potete perdere: ecco i nostri consigli!

Sette giorni a Cagliari

  È probabile che un'intera settimana a Cagliari sia sufficiente a farvi venire voglia di restarci per sempre! A nostro parere sette giorni sono un tempo ottimo per visitare la città: riuscirete a tenere un ritmo abbastanza rilassato e vedere "tutto" quello che c'è da...

Non perdere neanche un istante!

Seguici sui nostri canali Facebook, Instagram e Youtube per non perdere neanche un post, un video o una foto dei nostri viaggi!

error: Content is protected !!

Pin It on Pinterest

Share This