Viaggiare per festival

Le nostre esperienze al Primavera Sound di Barcellona e Porto
 
Torna a Porto
Per due anni di seguito abbiamo partecipato al Primavera Sound, a Barcellona nel 2016 e a Porto nel 2017. Precedentemente, nel 2012, io ero stata anche al BBK di Bilbao.

La buona musica è una delle nostre grandi passioni e il Primavera, di cui abbiamo sempre comprato i biglietti alla cieca, con molto anticipo rispetto all’annuncio del cartellone, per noi rappresenta una garanzia. Ma questa è una faccenda di preferenze personali.

 

Per quale ragione, dunque, abbiamo pensato di scrivere questo post?

Anzitutto perché pensiamo che viaggiare per festival sia un’esperienza da consigliare. Prima di provare l’abbinata festival-vacanza io ero molto scettica. Pensavo che non mi sarei goduta la città e che sarebbe stato tutto troppo pesante, mentre invece si è rivelata un’ottima occasione per fare due bellissimi viaggi.

La seconda ragione è quella di dare qualche consiglio a chi sta pensando di andare al Primavera ma è ancora indeciso. O a chi non ha ancora capito quale delle due possibilità preferisce: Barcellona o Porto?

Viaggiare per Festival: sì o no?

Partiamo dall’inizio. Ogni estate in Europa (e nel mondo!) ci sono tantissimi festival musicali molto molto belli, in città altrettanto belle.

A nostro gusto il massimo, in Europa, è probabilmente rappresentato dal Primavera, ma la scelta è molto ampia. Ovviamente tutto dipende, oltre che dalla vostra musica preferita, da che tipo di esperienza volete fare.

In alcuni casi, a Bilbao per esempio, è possibile campeggiare nei pressi dell’area dove si svolge il festival (non è così invece né a Porto né a Barcellona), ma questa dimensione è a nostro parere poco congeniale per chi vuole davvero godersi appieno anche la città.

Probabilmente le mie remore erano dettate proprio da questa idea stereotipata di viaggio-festival, che funziona molto bene se si opta per una meta calda, magari in un contesto prevalentemente naturalistico (con mare o montagna sullo sfondo, ad esempio). Ma se il festival è l’occasione per visitare una città nuova probabilmente è meglio optare per una sistemazione “più comoda” che consenta di riprendere le forze per fare delle belle passeggiate nelle ore libere tra una serata e l’altra.

Quante energie servono?

I cartelloni sono di norma abbastanza carichi. Questo significa che dalle 19-20 fino alle 4 del mattino almeno sarete assorbiti dall’offerta musicale. Normalmente siamo riusciti a reggere questi ritmi (e vi assicuriamo che non siamo chissà quanto festaioli nella quotidianità).

Con una sveglia comoda intorno alle 10 potete essere fuori casa per le 11. Facendo due conti veloci restano a disposizione per visitare la città circa 5-6 ore al giorno, prevedendo anche un piccolo riposino pomeridiano.

Nei nostri viaggi abbiamo quasi sempre fatto così, tornando sempre a casa o in albergo intorno alle 16-17 a seconda dell’ora alla quale intendevamo recarci al parco, in modo da poterci riposare e cambiare senza arrivare stremati.

I festival durano almeno tre giorni. Se arrivate in città un giorno prima (cosa consigliabile anche per cambiare i biglietti senza fare troppa fila; al Primavera, ad esempio, il biglietto deve essere convertito con un braccialetto e una tessera che consentono l’ingresso all’area del festival) e ripartite il giorno dopo (non volete portarvi la valigia al concerto, vero?) avrete tutto il tempo per approfondire la conoscenza della città.

Cercate però di tenere conto in anticipo dei ritmi che pensate di reggere e organizzate più attentamente il vostro programma di visita della città, stabilendo almeno una tabella di marcia di massima (altrimenti come noi arriverete davanti a Parco Güell per scoprire che… dovevate fare i biglietti per tempo e non potrete visitarlo).

Primavera Sound: a Barcellona o a Porto?

Le opzioni, come abbiamo detto, sono infinite ed estremamente legate alle vostre preferenze musicali. Se però siete solo indecisi sul Primavera e non sapete scegliere tra Porto e Barcellona abbiamo qualche dritta per voi.

Entrambi i festival si svolgono a giugno a distanza di una settimana circa l’uno dall’altro, prima a Barcellona poi a Porto.

Barcellona

Un primo punto a favore del festival di Barcellona è che cade quasi sempre in quello che per noi italiani è il ponte del 2 giugno, consentendo, se il calendario è favorevole, di chiedere pochissimi giorni di ferie da lavoro.

Tuttavia, l’edizione spagnola è abbastanza più cara di quella di Porto anche se la line-up non è totalmente dissimile. In genere funziona così: buona parte degli artisti si esibiscono in entrambe le città, ma a Barcellona c’è sempre qualche headliner di spicco (nel 2016, quando siamo andati noi, hanno suonato i Radiohead).

Per chi ama il genere il Primavera Sound è una festa. Nel 2016 abbiamo sentito buona parte dei nostri artisti preferiti ed eravamo felicissimi.

 

Biglietti: quando acquistarli?

Quando abbiamo comprato i biglietti sul sito del Primavera (circa un anno prima, anche se non i primissimi early birds) non potevamo sapere che saremmo stati così fortunati. Eppure, a scatola chiusa, abbiamo sborsato ben 150 euro a testa (il costo dei biglietti aumenta di anno in anno e più si avvicina la data del festival più costano).

Il consiglio spassionatissimo è di comprarli davvero con largo anticipo, esattamente qualche giorno dopo la fine dell’edizione precedente. I biglietti sono nominativi, ma è possibile rivenderli. Non sappiamo quanto la procedura sia complicata perché a noi fortunatamente non è capitato di doverlo fare.

Sito e spostamenti

Su Barcellona c’è da sapere che si tratta di un festival molto grande, al quale partecipano intorno alle cinquantamila persone a serata.

Il Parc del Forum dove si tiene l’evento è fuori mano rispetto al centro, ma facilmente raggiungibile attraverso bus e metropolitana che viaggiano con buona frequenza durante tutta la notte. Ci sono inoltre delle navette aggiuntive proprio in occasione del Primavera che fermano in Plaza Catalunya (tenetene conto quando scegliete l’alloggio).

Prendere un taxi all’uscita è praticamente impossibile, a meno che non decidiate di andare via ben prima della fine della serata.Una volta abbiamo provato ad accaparrarci una vettura, ma senza alcun risultato. Il festival è ottimamente organizzato, eppure in rari momenti (come ad esempio all’uscita) c’è un po’ di ressa.

Anche salire sulle navette può risultare un po’ complicato, ma basta armarsi di un minimo di pazienza e tutto si risolve facilmente. Il consiglio è quello di avere SEMPRE con voi i biglietti per i mezzi. Infatti fare il biglietto direttamente sul bus al ritorno è un suicidio, dal momento che la fila non finisce mai. Noi ci eravamo attentamente premuniti e a Porto gli sguardi d’odio di chi aspettava per acquistare il biglietto sono stati sufficientemente eloquenti: avevamo fatto la scelta giusta.

Info generali

All’interno dello spazio festival starete comodissimi. Questo vale sia per Barcellona che per Porto. Non farete praticamente mai fila per andare in bagno e quasi sempre troverete una situazione super accettabile a livello di ordine e pulizia (tenete sempre conto che ci sono veramente tantissime persone).

A Barcellona non abbiamo mai aspettato né per prendere da mangiare, né per prendere da bere. Potrete scegliere tra un’infinita varietà di proposte alimentali, anche se chiaramente non aspettatevi prezzi proletari.

A nostra memoria non era consentito portare cibi e bevande all’interno del Parco, ma stando alle Faq del sito pare che ora sia possa accedere con cibo e bottigliette d’acqua senza tappo.

Porto

A Porto ci siamo nutriti, senza spendere eccessivamente, di bifana un tipico panino portoghese; la birra invece ha un prezzo tutto sommato onesto, anche se più alto rispetto agli standard locali. Forse a Porto l’organizzazione cibo-bevande è un po’ meno perfetta rispetto a quella di Barcellona, ma comunque potete stare tranquilli: in qualunque momento decidiate di fare una pausa per mangiare e bere non perderete quasi niente del festival.

L’edizione portoghese ha prezzi più contenuti per quanto riguarda il biglietto di ingresso (la differenza di prezzo parte da 60 euro circa) e il cartellone è di tutto rispetto, anche se manca ovviamente qualcosa rispetto a Barcellona.

Come in Spagna il festival si svolge in un parco, il Parque da Cidade, facilmente raggiungibile tramite bus, ma a differenza di Barcellona si tratta di un parco “vero e proprio”, con delle bellissime collinette verdi nelle quali ci si può comodamente sedere.

Se siete fortunati, oltre ai gadget che vengono distribuiti negli stand (matite, collarini brandizzati e simili) a Porto potete accaparrarvi il bellissimo zainetto che viene regalato di tanto in tanto. Noi siamo riusciti a prenderne uno, siamo stati molto fortunati. Dentro c’è una tovaglietta molto carina che potete usare per stendervi sul prato.

La dimensione più contenuta rende il festival decisamente più intimo rispetto alla versione spagnola. Per noi sono entrambe da provare e siamo rimasti felicissimi sia a Barcellona che a Porto.

Probabilmente però, line-up a parte, se dovessimo partecipare a una nuova edizione del Primavera sarebbe probabilmente a…Porto (portando qualcosa di pesante per la sera, fa davvero freddo dopo una certa ora).

Ps. Tantissimi genitori scelgono di andare al festival con i propri bimbi. Sia a Barcellona che a Porto abbiamo visto molte famiglie con bambini di tutte le età, spesso addormentati nei passeggini grazie alle cuffie per proteggere le orecchiette.

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