Stoccarda

Febbraio, 2015
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Se non per ritirare un’auto nuova di pacca direttamente dalla fabbrica, credo che la maggior parte di voi non siano mai stati a Stoccarda. Non so per quale ragione ci volessimo andare così tanto, ma questa tappa inusuale è stata un punto di forza importante del nostro bus tour della Germania.

Stoccarda, perché?

In realtà, appena arrivati scesi dal bus ci siamo quasi fatti prendere dal panico non appena abbiamo realizzato che non eravamo arrivati alla stazione centrale di Stoccarda ma in quella di Zuffenhausen (ed è da qua che siamo ripartiti per raggiungere Augusta). Questo piccolo intoppo non è stato di facilissima soluzione. Infatti, nonostante fossimo a soli dieci chilometri dal nostro albergo non riuscivamo a capire come raggiungerlo, un po’ perché il luogo era deserto, un po’ perché le poche persone che abbiamo incontrato non parlavano inglese (né noi tedesco).

La cosa buffa è che quasi tutti avevano una torta sottobraccio.

(Sarà un’usanza del sabato? La nostra amica Alessia che vive in Germania ci ha detto che i tedeschi amano portare i dolci in ufficio, ma il venerdì).

Per raggiungere il centro di Stoccarda abbiamo dovuto prendere un trenino e per fare il biglietto ci siamo fatti aiutare da una gentile ragazza che abbiamo incontrato alla stazione (c’è un sistema un po’ complicato di zone, quindi non eravamo sicurissimi di quello che stavamo selezionando).

Dopo un iniziale sconforto, il primo impatto con Stoccarda è stato… non esattamente positivo.

Durante il breve tragitto in treno ci siamo chiesti se effettivamente ci fosse qualcosa oltre alle fabbriche di automobili o ai centri commerciali.

Un po’ sconsolati ci siamo avviati verso il nostro albergo, passando per una viuzza stretta che aveva tutta l’aria di essere il red-light district della città. Avevamo quasi perso le speranze, lo devo ammettere.

Il nostro albergo, però, era in una graziosa, quanto vuota, piazzetta. Abbiamo alloggiato all’Hotel am Wilhelmsplatz, spendendo 99 euro per una notte (in due) con colazione inclusa. Il clima familiare della struttura ha reso il nostro soggiorno davvero piacevole.

Ricaricate le batterie abbiamo subito deciso di uscire per fare un giretto prima che facesse completamente buio. Con nostra grande (e piacevole) sorpresa abbiamo scoperto che attraversando la strada rispetto al nostro albergo si apriva un mondo completamente anni ’90.

Il piccolo centro è uno spettacolo vintage. Non esattamente bello, almeno per quanto attiene all’immancabile via dello shopping, ma certamente interessante se amate quel tipo di fascino.

Per cena abbiamo mangiato una buonissima omelette in un piccolo bristot nella stessa piazza del nostro albergo (straconsigliato per la bontà del cibo e anche per i prezzi decisamente onesti). Sì, lo sappiamo: non era esattamente stinco di maiale come vuole la tradizione tedesca, ma abbiamo preferito il compromesso tra stomaco e portafoglio.

L’indomani mattina abbiamo visitato Schillerplatz (la mia preferita) e l’antico castello.

Ci siamo diretti poi verso  Schlossplatz e il Neuess Schloss (che abbiamo visto solo dall’esterno) per girovagare anche nei parchi adiacenti.

Siamo stati davvero fortunati perché nonostante abbia iniziato a nevicare intorno a mezzogiorno, abbiamo potuto godere di un’ottima mattinata con un clima assolutamente piacevole per febbraio.

Tirando le somme…

Il centro storico di Stoccarda è davvero fiabesco, in pieno contrasto con la vocazione automobilistica della città (per gli amanti del genere ci sono due musei nei dintorni, quello Porsche e quello Mercedes ma noi non ci siamo stati). Fuori città si trovano inoltre diversi castelli, ma avendo solo una giornata a disposizione non era possibile per noi fare delle gite. Se sono belli come il centro ne vale sicuramente la pena!

Perché sì!

1. Originalità

Tutte le città tedesche si assomigliano fra loro, ma… se proprio dovete sceglierne una Stoccarda, con la sua ruvidità, potrebbe meritare una menzione speciale

2. Esclusività e pace

Visitare la città senza la compagnia delle orde di turisti è sempre un impagabile pregio! Noi eravamo gli unici con la macchina fotografica, di domenica mattina, mentre i residenti si godevano il tempo libero

3. Esperienza anni ’90

A nostro personalissimo modo di vedere Stoccarda è una città ferma agli anni ’90 (non è una critica, s’intende). Non fatevi ingannare dalla presenza di Starbucks, l’essenza vera della città è ben lontana dal presente. E non sono tanti i luoghi di cui si può dire altrettanto

3bis. Caramelle ovunque

Lo sappiamo, non è una motivazione seria. Ma quando al nostro arrivo in albergo abbiamo trovato due confezioni di mini orsetti gommosi… siamo stati molto felici!

Potete sempre fingere di non essere un Lannister!

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