Alla scoperta dei parchi

Maggio, 2016
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Il nostro viaggio attraverso quattro stati sulla West Coast (California, Arizona, Nevada e Utah) prevedeva molta natura. Abbiamo deciso di concentrarci soprattutto sui bellissimi parchi nazionali della zona, lasciando le grandi città a fare da sfondo.

Itinerario

Nell’arco di 12 giorni, come vi abbiamo raccontato nel nostro itinerario di viaggio, abbiamo visitato parchi: Grand Canyon, Monument Valley, Bryce Canyon, Zion, Yosemite e Death Valley.

Siamo stati soddisfattissimi fin da subito. Se decidete di fare un viaggio del genere dovete prepararvi: moltissime cose vi lasceranno letteralmente a bocca aperta per la loro ineguagliabile bellezza. E per le enormi dimensioni. In Sardegna siamo abituati ad essere circondati dalla natura, ci sono alcuni canyon anche da queste parti e molti angoli che ricordano abbastanza quello che abbiamo visto oltreoceano (in scala molto ridotta ovviamente). Uno degli aspetti che più colpisce quando ci si trova davanti a certe meraviglie della natura è la loro vastità. Tra tutte le nostre tappe la meno imperdibile è probabilmente rappresentata dal parco di Zion. Non perché non sia bello, intendiamoci. Era tutto fantastico. Ma se proprio avessimo dovuto tagliare qualcosa sarebbe stato quello probabilmente.

Canyon

Come già sapete, ad eccezione dello jeep tour della Monument Valley e della gita alla Death Valley, non abbiamo pagato i biglietti di ingresso dei singoli siti che erano compresi nel nostro pacchetto.

Nei parchi si cammina tanto, ma se volete vedere qualcosa dovete prevedere di entrare con l’auto: con le vostre gambe non riuscireste a coprire le distanze. Entrare con l’auto significa pagare un biglietto “meno costoso” quanto più “condiviso”: le auto, infatti, pagano una quota fissa fino a quattro/cinque persone. Per il Grand Canyon, ad esempio, il biglietto costa 35 dollari per auto, mentre se accedete al parco singolarmente a piedi il costo è di 20 dollari a persona.

Grand Canyon

In tutti i casi il biglietto di ingresso, chiaramente, include solo l’accesso al parco. Se volete davvero vedere i canyon, dunque, non potete starci per mezza giornata come abbiamo fatto noi. Al Grand Canyon non siamo riusciti ad addentrarci più di tanto proprio perché si tratta di un parco sconfinato. Per vederlo tutto servono due settimane circa, dormendo nella gola chiaramente. È possibile farlo e penso che sarebbe un’esperienza davvero fantastica. Ci sono poi altre attività più “accessibili” che comunque richiedono un po’ di tempo. Se pensate di passare in un parco come il Grand Canyon una sola giornata non riuscirete a fare chissà quanto: passeggerete un po’, godrete di panorami eccezionali, ma non potrete scendere troppo in profondità. Poche ore nel Grand Canyon sono fattibili per chiunque, la parte alta è perfettamente battuta e consente delle agevoli passeggiate con vista. Se avete poco tempo e siete sufficientemente temerari potete pensare di sorvolare il canyon in elicottero per avere una “visione completa”. Noi abbiamo preferito passeggiare.

Bryce Canyon

Nel nostro viaggio abbiamo visto anche un altro canyon, più piccolo. Il parco di Bryce Canyon si caratterizza per il suo bellissimo colore arancione (e per il freddo). Le dimensioni sono molto più contenute del Grand Canyon e il colpo d’occhio è davvero mozzafiato. In questo caso addentrarsi nel canyon è abbastanza semplice. Il sentiero è perfettamente battuto e scendere non è per nulla difficile con un semplice paio di scarpe da ginnastica (la discesa nella gola di Gorropu, in Sardegna è decisamente più complicata e lunga).

A Bryce Canyon vi basteranno quaranta minuti per raggiungere la parte bassa della gola. Ovviamente potete scendere di più e addentrarvi quanto desiderate, circondati dalle imponenti pareti rocciose. La visita a Bryce però è più semplice da gestire se volete farvi un’idea “chiara” in “poco tempo”. Anche se non siete abituati a fare trekking potrete comunque scendere senza difficoltà (questo è un bel vantaggio). La salita però è impegnativa. Non impossibile, ma non fatevi ingannare dalla facilità con cui si scende. Il sentiero in sé è facile: non ci sono intoppi ed è quasi completamente battuto alla perfezione. A rendere faticosa la risalita è il dislivello a cui dovrete fare fronte (e che scendendo non si percepisce tanto). Dosate bene le forze!

Grand Canyon o Bryce Canyon?

Grand Canyon e Bryce Canyon sono due esperienze completamente diverse. I colori del Grand Canyon mi resteranno sempre nel cuore, ma se non si decide di dedicare almeno quattro o cinque giorni al parco resta solo un bellissimo quadro sullo sfondo. Bryce Canyon è un parco moderatamente semplice da esplorare, nel quale fondersi con la natura è un’esperienza a portata di mano.

Natura

Per la sezione natura vi proponiamo le nostre esperienze al parco di Zion, noto per la famosa Mesa scacchiera, e a Yosemite. I panorami sono bellissimi in entrambi i parchi. C’è una grandissima pace. A noi Yosemite è rimasto nel cuore, probabilmente perché abbiamo avuto più tempo da trascorrere al suo interno. Mentre a Zion siamo stati solo mezza giornata, a Yosemite abbiamo trascorso una giornata intera, spostandoci in bus all’interno del parco per raggiungere i diversi punti nei quali fare le soste.

Abbiamo visto le sequoie, il famoso El Capitan e abbiamo raggiunto la cascata (vi farete il bagno anche tenendovi a debita distanza).

Ricordatevi sempre che si tratta di parchi enormi, nei quali è necessario essere dotati di un mezzo (almeno una bicicletta) per potersi muovere.

Due tappe imperdibili, se decidete di seguire un itinerario simile al nostro, sono rappresentate da questi due bellissimi (e diversissimi) parchi. Li abbiamo accorpati perché spesso i tour non li propongono di default, mentre invece si tratta di due perle che è impossibile non andare a vedere. Per entrambi vale il discorso generale fatto per tutti gli altri siti: al loro interno le distanze da coprire sono enormi e muoversi a piedi sarebbe impossibile. Se proprio non volete utilizzare l’auto dovete pensare di addentarvi almeno in bicicletta.

Monument Valley

Per quanto riguarda la Death Valley noi abbiamo acquistato l’escursione in jeep della durata di due ore circa (ce ne sono anche di più lunghe), pagando 50 dollari a testa. Non si tratta di una gita economica, ma vi assicuriamo che ne vale davvero la pena.

Il parco è gestito dagli indiani Navajo, poiché esso sorge nei territori della loro riserva. Con mia immensa ignoranza ho scoperto solo durante il viaggio negli Stati Uniti che le riserve esistono ancora. Durante il viaggio verso la riserva, che abbiamo dovuto attraversare fino a raggiungere la Monument Valley, la nostra guida ha sciorinato una grande serie di pregiudizi sugli indiani: ubriaconi, pigri, lenti, inaffidabili. Ci era stato addirittura consigliato, per preservare la nostra salute, di non mangiare niente alla Monument Valley perché le norme igieniche lascerebbero a desiderare. Quello che possiamo dirvi è che durante il giro in jeep siamo stati benissimo e abbiamo trovato delle guide indiane molto simpatiche. Rispetto al cibo non abbiamo notato niente di strano!

La Monument Valley in sé è uno spettacolo della natura che non ha bisogno di tante cerimonie. Vi sembrerà di essere sul set di un film e quando arriverete al John Ford’s Point potrete fare una foto a cavallo per qualche dollaro (si tratta pur sempre di un sito turistico).

Death Valley

Anche la Death Valley è un tripudio di colori, ma qua le sfumature non sono più rosse, bensì color sabbia. Una meraviglia per gli occhi: il paesaggio è davvero incredibile!

Anche in questo caso abbiamo acquistato un’escursione organizzata. Siamo partiti da Las Vegas (che rappresenta un punto abbastanza strategico per visitare i dintorni) e abbiamo pagato 55 dollari a testa per trasporto e biglietto d’ingresso. All’interno del parco ci siamo spostati sempre in bus dal momento che a piedi sarebbe stato impossibile, per diverse ragioni (anzitutto per la distanza, oltre che per le temperature; soprattutto se si visita il parco in piena estate bisogna essere preparati, avere acqua a sufficienza e non allontanarsi mai troppo dalla propria autovettura). Ma qualche ciclista coraggioso lo abbiamo incontrato, almeno nella parte meno calda del parco.

La Valle della Morte non deve il suo nome al caso: si chiama così per le inumane temperature che questa vallata raggiunge. Noi l’abbiamo visitata a metà maggio e in alcuni punti il caldo era quasi insopportabile. Non immaginatevi quindi grandi e rilassanti passeggiate da queste parti. Prevedete abbigliamento adatto (molte persone avevano ombrellini per proteggersi dal sole) e soste brevi nei punti di vostro interesse. Anche se il parco rimane sempre aperto, a nostro parere è sconsigliabile frequentarlo in piena estate: ricordatevi sempre che la Death Valley è il punto più caldo del mondo.

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